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sabato 4 aprile 2015

ECOMUSEO (prima parte)

Proviamo a riassumere con una serie di fotografie accompagnate da brevi testi, il lavoro svolto in collaborazione dalle associazioni di volontariato ONLUS Argonauti Naucrates, a partire dal dicembre del 2012 fino all'inizio di questo 2015.

Le due associazioni collaborano allo stesso progetto di volontariato, mai finanziato da fondi pubblici, consistente nel restauro ambientale di un'area verde abbandonata al centro del paese di Cori (LT),  adiacente al museo della città e del territorio, esprimendo così gratuitamente la tutela del patrimonio ambientale pubblico. Quest'area sita in via minzoni, viene qui denominata ECOMUSEO: ogni cosa che esiste ha diritto ad avere un nome, perché di ciò che esiste dobbiamo poter parlare. 

Così si presentava l'area all'inizio dei nostri lavori:
Vista da Sud-Est verso Nord-Ovest, l'area è visibilmente scoscesa, completamente ricoperta da ogni sorta di infestante. Per capire cosa si celava dietro e sotto la cortina di rovi, vitalba, graminacee e cespugli, abbiamo dovuto operare una lunga e paziente pulizia che ci portasse a livello del terreno. In alto a destra nella foto sopra, sono visibili l'antica torre d'avvistamento e il livello della strada, quest ultimo segnalato dal corrimano del soprastante marciapiede. 

Con sommo dispiacere ma con poca sorpresa, abbiamo tirato fuori e portato nell'isola ecologica chili e chili di immondizia di ogni tipo: in foto un pacchetto ancora imballato di riviste, chili di stracci di vestiti, pezzi di vasi di plastica, secchi e bidoni di ferro arrugginiti.                         

Abbiamo persino dissepolto materiali come questo cartello, usato probabilmente nelle elezioni degli anni '90. Eccessive quantità di materiali edili di risulta ricoprono la parte superiore dell'area, tanto da averne modificato la pendenza. Tale discarica di detriti urbani è probabilmente risalente ai tempi dei lavori di ampliamento della strada soprastante l'ecomuseo. Quest'area situata nel cure del paese, in buona sostanza, per (almeno) più di 10 anni è rimasta abbandonata e adibita a discarica abusiva occasionale. La causa è ovviamente la primitività e l'incuria di alcuni abitanti che abbandonano ancora rifiuti per strada e nei fossi. L'evoluzione tecnologica che ci fa sembrare entrati nel futuro, in realtà, nasconde un vuoto immenso di cultura televisiva, di ignoranza del bene comune e indolenza. Non rimane che dare il buon esempio in pochi, rivolgendosi ai pochi che possono seguirlo.
L'obiettivo delle due associazioni a breve termine è stato la riqualifica dell'area, a medio termine il restauro ambientale, con la piantumazione di nuove specie arboree. Infine a lungo termine si potrà utilizzare l'area a fini didattici, una volta predisposta. In una futura fase di divulgazione, l'Ecomuseo vuole essere inteso come aula naturale per lezioni sulla vita nelle sue infinite forme e per trasmettere ai più giovani e a tutti l'importanza della valorizzazione di un equilibrato ambiente naturale in cui poter vivere.

Nel ripulire l'area dalle infestanti, abbiamo conservato specie particolari, non invasive, segnalandone la presenza come nelle foto seguenti, in modo da permetterne e avvantaggiarne la riproduzione, prima di passare ad inserire le nuove essenze.


Nei cinque mesi da marzo a luglio 2013 è stata portata a termine la prima fase progettuale ed esplorativa ed è iniziata la fase di restauro vera e propria, sono state così messe a dimora diverse essenze (querce, lecci, sughere). Inoltre molte essenze di diverse specie già presenti, sono state preservate dai tagli e si stanno  auto-selezionando in base a posizione e vigore, con potature adeguate.